comunicato stampa n° 4
PESCA: CAPONE, BUONA LA PESCA MA SCARSO
IL CONSUMO. DA SAN VITO LO CAPO UN APPELLO PER LA PROMOZIONE
''In Sicilia, ogni anno, si pesca oltre un milione di esemplari
di capone, conosciuto anche come lampuga, ma nei menu dei
ristoranti della regione questa varieta' di pesce e' quasi
del tutto assente perche' la gente non e' abituata a consumarla.''
E' quanto ha detto Corrado Piccinetti, direttore
del laboratorio di biologia marina e pesca dell'Universita'
di Bologna in Fano, intervenendo al convegno ''Alla
scoperta del pesce azzurro'', organizzato nell'ambito di
Tempuricapuna, la rassegna che si svolge a San Vito Lo Capo
nei week end di ottobre dedicata al pesce azzurro in generale
e al capone in particolare, che in questo periodo si pesca
nel mare antistante le coste sanvitesi.
''A San Vito – ha sottolineato Giacomo Pappalardo,
presidente della cooperativa San Vito Pesca, intervenendo
all'incontro - sono circa 120 le famiglie che vivono solo
di pesca e nella cittadina opera una flotta di circa 50 natanti
che pesca notevoli quantita' di pesce azzurro, dalla lampuga
alle spatole, dalle alici agli sgombri e alle sardine, ma
spesso fa fatica a venderle perche' queste non sono tra le
specie piu' richieste dai consumatori.''
Dal convegno, al quale hanno partecipato studiosi, docenti
universitari e operatori del settore e' stato lanciato un
appello al consumo di pesce azzurro, dal prezzo accessibile
e dalle caratteristiche nutrizionali ottimali, in quanto
ricco di acidi grassi polinsaturi, gli Omega 3, alcuni dei
quali sono in grado di abbassare sia i grassi che il colesterolo
nel sangue, proteggendo quindi cuore e arterie.
''E' dai ristoranti che dovrebbe partire la promozione del
consumo di capone e di pesce azzurro – ha spiegato Pasquale
Amico, presidente nazionale dell'Unci Pesca - perche'
secondo uno studio dell'Ismea – Nielsen e' in questo luogo
che viene consumato il 60 per cento del pesce, il 30 per
cento in casa e il rimanente 10 soltanto in occasioni particolari.
Un aiuto potrebbero darlo i Comuni e gli enti locali, obbligando
i ristoratori ad inserire il pesce azzurro nei loro menu.''
Un'interessante iniziativa dedicata alla promozione delle
varieta' di cosiddetto ''pesce dimenticato'' e' quella ideata
dal Consorzio Golfo di Castellammare che ha realizzato un
percorso gastronomico che coinvolge 30 ristoranti distribuiti
nella costa da Trapani a Terrasini, passando per Trappeto,
Balestrate, Bonagia e Castellammare che propongono diverse
specialita' di pesce azzurro.
''Sono circa 550 le specie ittiche che si trovano nelle acque
del golfo di Trapani – ha detto Damiano Canzoneri,
commissario del Consorzio Golfo di Castellammare –
ma di queste soltanto 60 ne vengono consumate e appena 20
raggiungono i mercati e la grande distribuzione. Le iniziative
per promuovere le specie meno note servono anche, quindi,
per difendere il patrimonio di tradizioni culturali siciliane.''
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